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Fili di futuro è un progetto di Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile sul tema della fast fashion, rivolto a studenti, famiglie e cittadini del territorio di Dorgali. Attraverso laboratori pratici, incontri, contenuti digitali e un percorso di ricerca con la scuola, il progetto intreccia saperi tradizionali e riflessioni contemporanee per costruire insieme una maggiore consapevolezza sull'uso, la produzione e il significato degli abiti. Dorgali, con la sua forte identità culturale e i costumi tradizionali ancora vivi nelle celebrazioni comunitarie, è il contesto ideale per un progetto che unisce memoria, educazione e creatività intergenerazionale. Il progetto è realizzato dal CEAS Dorgali Cala Gonone con il supporto di partner locali.

Il progetto "Fili di futuro: Intrecci di tradizione e sostenibilità per vestire il futuro" è stato realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Difesa dell'Ambiente, nell'ambito del bando per il finanziamento di progetti di educazione all'ambiente e allo sviluppo sostenibile sulla tematica della "fast fashion" – Azione 2, annualità 2025.
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Con le classi terze della scuola secondaria di primo grado ha preso il via un laboratorio settimanale dedicato al tema della fast fashion. Il percorso è iniziato il 3 febbraio 2026, con la presentazione delle esperte del CEAS e dell'argomento su cui si sarebbe sviluppato l'intero laboratorio. Nelle settimane successive gli studenti hanno lavorato sul tema dei desideri e dei bisogni legati al vestire, realizzando cartelloni tematici e preparando un questionario per gli incontri successivi. Da marzo il laboratorio è entrato nella parte più pratica e manuale: borse di cotone decorate con materiali di recupero, i primi lavori al telaio e la costruzione di braccialetti con stoffe recuperate. Un momento di pausa e riflessione è arrivato con la visione di un documentario sulla fast fashion, occasione per un confronto aperto tra gli studenti sull'impatto della moda usa e getta. Il laboratorio prosegue nelle settimane successive, con nuovi appuntamenti che racconteremo in questa pagina.
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Il progetto ha coinvolto gli studenti anche in un percorso di ricreca partecipata sulle abitudini di consumo legate all'abbigliamento. Partendo dal questionario elabroato durante il laboratorio, i ragazzi hanno indagato le abitudini delle famigli edel territorio: quanto e come si acquistano i vestiti, quanto si ripara e si riusa, quanta consapevolezza c'è sull'impatto ambientale dalla Fast Fashion.
Un lavoro che ha reso gli studenti protqagonisti attivi della ricerca, oltre che destinatari dell'attività educatib: sono loro ad aver raccolto i dati, analizzato e condiviso i risultati
Per raccontare il tema della fast fashion anche fuori dall'aula, gli approfondimenti sono stati pensati in chiave digitale: schede pronte per raccontare l'impatto ambientale e sociale della moda usa e getta, le fibre sintetiche, la cultura del vestire e le tradizioni locali legate all'abbigliamento. Un modo per portare il progetto oltre il laboratorio, raggiungendo anche chi non partecipa direttamente alle attività in classe.
Non solo scuola: il progetto apre le porte anche agli adulti, con un corso di telaio dedicato al riuso di materiali di recupero. Un'occasione per imparare (o riscoprire) una tecnica antica, trasformando stoffe, filati e tessuti che altrimenti finirebbero scartati in qualcosa di nuovo. Il percorso si svilupperà in 23 incontri, pensati come momento di scambio tra generazioni: chi il telaio lo conosce già può tramandare la tecnica, chi si avvicina per la prima volta impara un gesto lento, che va in controtendenza rispetto alla velocità della fast fashion.
Date, sede e modalità di iscrizione verranno comunicate a breve.
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